EUROPA 51

Irene Girard, moglie di un diplomatico straniero, vive felice a fianco del marito. Il suo tenore di vita è del tutto normale e corrisponde alle abitudini delle donne della sua classe ma, all’improvviso, un tragico avvenimento viene a sconvolgere la sua esistenza. Il suo unico figliolo dodicenne muore in seguito ad un tentativo di suicidio: risulta che il piccolo si sentiva trascurato dai genitori. Questo dramma doloroso provoca nell’animo di Irene una violenta crisi: essa si sente colpevole e il suo dolore la rende più sensibile al dolore altrui. Un cugino sacerdote, Andrea, le fa da guida nel visitare le case dei più poveri. Irene porta loro dapprima soccorsi materiali e in seguito si consacra con assoluta dedizione all’assistenza dei malati e dei sofferenti. Ella conforta con le sue cure gli ultimi giorni di una prostituta, fa fuggire un giovane delinquente per indurlo al pentimento e viene arrestata per favoreggiamento. Per soffocare lo scandalo, il marito la fa ricoverare in una clinica psichiatrica. Determinata a praticare, secondo i propri intendimenti, la dottrina evangelica dell’amore, Irene rifiuta ogni compromesso e viene rinchiusa per sempre nella casa di cura.

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